L’attenzione all’affettività

“L’ascolto del minore” prendiamo in mano la nostra condizione di famiglia monogenitoriale e approfondiamo alcuni aspetti che ci riguardano, rendiamoci consapevoli anche grazie alle righe di questa dispensa che propone con minuziosa cura protocolli, implicazioni, sentenze, regolamenti aggiornati.

Non lasciamo nulla al caso.

Un genitore single oberato di impegni e con alto tasso di stress, tra uno o più figli da accudire, deve trovare il tempo per cautelarli e trovare il tempo per salvaguarsi da possibili ed irreversibili ingiustizie sociali.

—> Linee Guida per l’ascolto del Minore

TI ASCOLTO

E’ l’amore che determina il cervello del bambino

Noi mamme single abbiamo una doppia responsabilità nei confronti dell’emotività dei nostri figli.

Nella carenza di affetto possiamo trovare i veri disagi esistenziali di un individuo, maldestri saranno i tentativi di risolverli, ma l’amore non ricevuto segnerà per sempre la nostra vita. Chi trattiene i propri sentimenti, ad esempio, vivrà con una sensazione di angoscia permenente, più o meno elevata, a seconda di cosa la vita lo porterà ad affrontare, ma soprattutto di chi incontrerà durante il proprio cammino. Saranno le emozioni non espresse a compromettere la serenità interiore. Ciò che maggiormente terrorizza un bambino è il timore di non essere amato, l’abbandono è l’inferno che più teme. Con la paura dell’abbandono il bambino tenta nella sua mente di consolarsi come può, potrebbe esplodere la rabbia, con la rabbia potrebbe emergere il desiderio della vendetta, che a sua volta potrebbe generare un senso di colpa nei confronti dei genitori e indurlo così a sentimenti di odio-amore. Arthur Janov, famoso psicologo statunitense, sostiene che la maggior parte dei disagi che manifestano gli individui in terapia, nascondono nel periodo della prima infanzia, per effetto della mancanza d’affetto con prolungate carenza di contatto fisico, di carezze, di empatia o rassicurazioni da parte dei genitori, nei confronti dei figli.

Il bambino si autoconvince di non meritare affetto, in quanto si riconosce come “non-amabile”; ma non conosce la condizione contraria “di amore incondizionato”, dunque la sua maggiore frustrazione sarà quella di avere un bisogno, ma di non sapere quale è effettivamente. Crescendo con questa convinzione, svilupperà un attaccamento ansioso, che lo spingerà costantemente a ricercare quell’amore assoluto di cui ha bisogno. Lo cercherà ovunque, nei rapporti di amicizia, nell’amore sensuale e sessuale. Fino a poco tempo fa, si era convinti che la carenza affettiva o il non essere voluto dai genitori, potevano causare danni solo alla personalità e al carattere invece recenti ricerche hanno dimostrato che questa disertificazione costituisce un trauma per il bambino e causa danni in modo particolare nei circuiti neuronali relativi al pensiero, alla logica e alla pianificazione.

L’amore è quanto di più prezioso si possa ricevere in dono.

Immacolata Cusmai

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20 novembre 2012 – Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia

Il 20 Novembre 2012 verrà celebrata la giornata universale dei diritti dell’infanzia.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1954 raccomandò a tutti i paesi di istituire una “Universal Children’s Day” – Giornata Universale dell’Infanzia (risoluzione 836(IX)) – da celebrarsi come giornata promotrice di comprensione reciproca tra i bambini e di attività per il benessere dei bambini di tutto il mondo.

La data del 20 Novembre fu scelta in memoria del giorno in cui l’Assemblea Generale adottò la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo (nel 1959) e la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (nel 1989). In Italia entrò in vigore in vigore il 1° settembre 1990.

Cosa significa per loro «vivere» i diritti umani creare intorno al bambino un clima su sereno da permettere l’instaurarsi di rapporti basati sul rispetto e sull’ascolto reciproci. Sono fondamentali, perciò, gli atteggiamenti che gli adulti assumono, dal tono della voce alla coerenza tra le loro affermazioni e le loro azioni. Vivere i diritti umani significa anche creare un ambiente che stimoli la creatività, il senso critico e la partecipazione dei ragazzi, affinché tutti possano esprimere le proprie potenzialità e siano accettati per quello che sono.

Roma, Martedì 20 novembre 2012, ore 10.00: La Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza organizza una giornata dedicata ai diritti delle persone di minori età in Italia in occasione della celebrazione dell’anniversario dell’adozione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – 20 novembre 1989 —> clicca qui

 

 

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E’ un filo sottile quello che ti propongono le Parche televisive

I recenti fatti accaduti a Leonardo, 10 anni,  non potevano non rimbalzare su Pomeriggio5 e PortaaPorta. Il caso di Leonardo è unico? no, è stato però filmato conquistando il diritto  ‘sono in quanto video’ altrimenti negato alle infinite e consimili carte tribunalizie. Potevano quelle immagini strazianti non essere trasmesse più e più volte sollevando un dibattito legittimo?Certo che no.

Il problema è come viene trattata la notizia e con quale grado di approfondimento. Si sono invitati esperti, professionisti, testimoni e quant’altro? Sì, e con loro si è data voce anche ai genitori. Tutto secondo le regole? Mica tanto se l’avvocato della madre, Andrea Coffari, e l’esperto, Claudio Foti, si sono trovati loro malgrado nella veste di funamboli dell’informazione, prima insieme in seconda serata e poi il Coffari da solo in tre pomeriggi con la D’Urso. Ci vuole esercizio per camminare sul filo di chi affronta le tragedie proponendole in un plastico da fare invidia alla casa di Barbie, oppure sventola pagine di quotidiani che contengono parole pesanti più di pietre. E chi su quei fili non ha mai camminato si ritrova funambolo senza asticella.

Claudio Foti non è riuscito a concludere i suoi interventi , Andrea Coffari a controbattere all’accusa di essere ‘suggeritore di capricci’. Entrambi, lo psicologo e psicoterapeuta direttore scientifico del centro studi Hansel e Gretel ( http://www.cshg.it ), e l’avvocato, presidente del Movimento per l’Infanzia ( http://www.movimentoinfanzia.it ) avrebbero voluto approfondire una questione spinosa, la PAS (sindrome da alienazione parentale), una sindrome inesistente rigettata dalla comunità scientifica internazionale eppure diagnosticata da alcuni psichiatri, come nel caso di Leonardo e di tanti altri bambini. Per chi conosce personalmente queste due persone, che hanno fatto dell’ascolto dell’altro la ragione del proprio lavoro, sa quanto avrebbero potuto dire e spiegare, ma nelle case di Barbie alla vita si gioca soltanto. <———–

E’ un filo sottile quello che ti propongono le Parche televisive, sono loro a filare, assegnare destini e tranciare il filo, quando si ritengono soddisfatte.

 

Fonte: Raffingtonpost

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Cittadella: cosa sta accadendo nel web?

Tutta Italia parla del filmato trasmesso da “Chi l’ha visto?” sull’azione delle forze dell’ordine in una scuola elementare di Cittadella. Il bimbo, dieci anni, con i genitori separati, è in una struttura protetta a Padova.

Mussolini: “Il bimbo vuole stare con la mamma”
«Al bambino mi sono presentata come volontaria. Sono stata con lui circa quindici minuti. È provato e a disagio. Non vuole parlare con gli adulti ma si relaziona con gli altri bambini che ci sono».

Paolo Crepet: “L’autoritarismo non porta da nessuna parte”
«Trascinato per terra come fosse un delinquente, per un bieco autoritarismo che non ha mai portato da nessuna parte. Per un conflitto fra due adulti è stato dilaniato il corpo di un bimbo conteso. Padova non meritava un episodio tanto odioso. Purtroppo si continua a negare il futuro a chi ne ha più diritto»

Il questore di Padova Montemagno: “L’operato dei miei uomini è stato cristallino”
L’operato dei miei uomini è stato cristallino» e ancora  «L’ispettore e l’agente presenti a scuola – racconta il questore – hanno aiutato in tutti i modi il bambino per evitare che si facesse male». Il bambino che era accompagnato dal padre ha iniziato a divincolarsi, si è buttato a terra e il padre, che era stato aggredito dal nonno, lo ha preso per i piedi». L’intervento dell’agente presente alla scena, aggiunge il questore, è stato quello di «prendere per le spalle il bambino, cercando di farlo alzare da terra per accompagnare il padre verso l’autovettura dei servizi sociali che era lì vicino». Secondo Montemagno, «la scena è brutta e tocca tutti ma è questo l’unico intervento del poliziotto, in un contesto che va chiarito».

Maurizio Saia, senatore di Coesione Nazionale. «Voglio rassicurare i cittadini anche su questo fronte – prosegue – il caso è seguito, da anni, da parte dei migliori specialisti, con attenzione.

Pagano (Pdl): “Serve una riforma del divorzio”
«Il dramma consumatosi in provincia di Padova ai danni di un bimbo di appena dieci anni può considerarsi la punta dell’iceberg di un problema più ampio che ci deve fare interrogare non solo sulla insensata brutalità con cui avvengono le separazioni nel nostro Paese e che causano nei figli di genitori separati o in attesa della separazione ferite insanabili, ma anche sulla necessità di un radicale ripensamento delle attuali normative che regolano gli istituti della separazione e del divorzio, al quale dovrà indispensabilmente prevedersi un’adeguata formazione degli organi giudicanti, dei difensori nonchè dei periti, consulenti e assistenti sociali».

Casini: “Andare a fondo sulle responsabilità”
Sulla vicenda del bambino di Cittadella, con l’intervento della polizia sulla questione dell’affidamento ai genitori «bisogna andare a fondo e vedere veramente la responsabilità, perchè è una responsabilità grave che non può essere minimizzata». «È un episodio tristissimo – ha aggiunto – però richiamerei alla responsabilità i genitori: la separazione è sempre un trauma, ma la responsabilità verso i figli è anche nel non coinvolgerli e non portarli a diventare oggetto della lite tra genitori».

Renzi: “Vicenda che ha ferito il cuore degli italiani”
Riferendosi all’episodio avvenuto a Cittadella il sindaco di Firenze e candidato alle primarie del centrosinistra Matteo Renzi, ha affermato che «non c’è nessuno che vedendo quelle imamgini non sia umanamente provato e lo vorrei dire da papà, prima ancora che da politico. Io credo – ha aggiunto – che ogni commento suonerebbe come un tentativo di strumentalizzare una vicenda che ha ferito il cuore di tanti italiani. Io credo che c’è un problema di leggi e di singolo intervento e un problema di una vicenda specifica, ma io credo anche che quando un bambino venga caricato a forza come abbiamo visto, il cuore delle persone normali non può che stringersi».

I compagni di classe: “Ma possono rapire anche noi?”
Ragazzini che si svegliano impauriti la notte, bambine che chiedono preoccupate alla mamma «ma anch’io allora posso essere rapita dai poliziotti?»: sono alcune delle reazioni dei figli raccontate oggi dai genitori degli studenti della scuola dove l’altro ieri un bambino di 10 anni è stato prelevato a forza dalle autorità. «È passato senz’altro un messaggio sbagliato – afferma una mamma davanti al cancello dell’istituto -. I bambini non l’hanno presa bene». «Le mie figlie, anche se non hanno assistito alla scena, erano decisamente spaventate – spiega un’altra mamma, che sta vivendo anch’essa una difficile causa di separazione – Non vorrei essere la prossima, spero non mi accada mai perchè credo che se mi portassero via una figlia in quel modo potrei arrivare ad ammazzare». La maestra di una classe quarta, i cui alunni in gran parte non avevano ancora saputo del fatto, ha preferito parlarne oggi con i suoi ragazzi: «ho detto loro, prima che potessero apprenderlo in un modo più crudo, che nella nostra scuola era successo un fatto molto grave di cui preferivo parlassero più dettagliatamente i loro genitori. Questa è una vicenda in cui non una o due persone ma tutti escluso il bambino hanno sbagliato»

La casa-famiglia: “Il bimbo sta bene, lasciatelo in pace”
I bambini giocano a pallone nel piccolo cortile della comunità protetta di Padova dove da mercoledì pomeriggio un loro compagno ha iniziato una nuova vita. «Spero che venga lasciato in pace – spiega riluttante l’operatrice dell’onlus che ha in carico il ragazzino – perchè merita di vivere una vita normale e non credo proprio che tutta questa attenzione sul suo conto gli faccia bene. Posso dire che sta bene, e spero che questo basti a spegnere i riflettori su questo caso».

Sap: “No a giudizi affrettati sull’operato dei poliziotti”
Sugli «eventuali errori e responsabilità» da parte dei poliziotti nella vicenda del bambino di Cittadella, il sindacato di polizia Silp-Cgil ritiene «serio e doveroso, se si vogliono evitare giudizi affrettati, attendere l’esito degli accertamenti interni e di quelli della magistratura, che saranno effettuati sulla base di fonti diversificate e non solo di parte». La segreteria del Silp sottolinea inoltre che «è ben presente nella cultura professionale di tutti gli operatori di polizia, e in particolare di quelli specializzati, il principio secondo il quale sono i diritti dei minori il bene che sopra ogni cosa deve essere tutelato quando gli organi di polizia intervengono nei loro confronti, di iniziativa o su richiesta dell’autorità giudiziaria».

Claudia Mori: “Disgustata e mortificata da questo episodio”
«Sono disgustata, mortificata e addolorata per lo spregevole spettacolo del bambino di dieci anni trascinato come un animale in terra e spinto a forza dentro a una macchina da chi lo avrebbe dovuto proteggere e amare». Così Claudia Mori sul suo profilo Facebook riguardo alla vicenda del bambino maltrattato a Cittadella. «Ma che razza di società è questa che abbiamo creato – continua la Mori – che brutalizza dei bambini in questo modo, che ignora le loro esigenze e volontà». «C’è sempre qualcun’altro che – aggiunge – si erige a giudice fino al punto di consentire di essere trattato come una bestia senza diritti, trascinandolo sul selciato con violenze e brutalità! Il trauma subito da questo bambino lo segnerà per sempre! Chi lo sanerà, se mai sarà possibile? Chi pagherà per questa inaccettabile e orrenda violenza? È ora di dire BASTA! BASTA! BASTA! Dobbiamo rispettare i bambini,proteggerli e amarli, oltre ogni miseria umana. Così come gli anziani che troppo spesso sono abbandonati e violentati come nel filmato trasmesso dai tg ieri che ha svelato le brutalità commesse da una pseudo badante, ai danni di una signora novantenne. Vigliacca!», continua Claudia Mori su Facebook.

Cicchitto (Pdl): “Errore la denuncia a zia e nonno”
«La Questura di Padova, denunciando lo zio e la nonna del bambino, aggiunge errore ad errore». Lo afferma Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.

Anche una terza persona denunciata
Potrebbe essere uno dei genitori dei compagni di scuola del bambino, che avevano aiutato i parenti nel tentativo di trattenere sul piazzale il piccolo, la terza persona segnalata alla magistratura. La Questura ha fatto pervenire alla Procura anche il video sull’operazione girato dagli agenti della Polizia Scientifica. Non sono stati forniti per ora particolari su queste immagini che, comunque, riprenderebbero da un’altra angolazione, rispetto alle riprese choc girate dalla zia del bambino, le fasi dell’ esecuzione del provvedimento dei giudici. In particolare nelle immagini, si è appreso, si noterebbero le azioni dei famigliari e delle altre persone che hanno tentato di opporsi agli agenti di Polizia e al padre del ragazzino. Un video, è precisato dalle stesse fonti, che al momento non è assolutamente visionabile e la cui eventuale diffusione potrebbe a questo punto essere decisa solo dall’autorità giudiziaria. Tutte le fasi di esecuzione del provvedimento del Tribunale dei Minori sono state seguite dalla Sezione Minori e dalla Divisione Anticrimine della Questura di Padova.

Indagati zia e nonno per oltraggio e resistenza
La zia materna ed il nonno del bambino di 10 anni prelevato a forza l’altro ieri da scuola su ordine del Tribunale dei Minori sono stati segnalati dalla Questura di Padova alla magistratura per le ipotesi di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Con loro, nella comunicazione di notizia di reato inviata alla Procura, comparirebbe anche una terza persona. Lo si apprende da fonti investigative

Ascierto: “Polizia ha fatto il suo dovere”
«Lo dico da uomo divorziato ancora prima che da parlamentare: sarebbe bene che i genitori del bambino portato via dalla scuola di Cittadella la smettessero e pensassero al bene del proprio figlio molto di più che a dedicarsi a comparsate televisive ed a botta e risposta sui giornali». A dirlo il parlamentare del Pdl Filippo Ascierto, entrando in questura a Padova per portare la propria solidarietà al questore di Padova Vincenzo Montemagno, dopo le critiche piovute sugli agenti di polizia intervenuti per sottrarre il bimbo. «I poliziotti – ha aggiunto Ascierto – hanno fatto il loro dovere e non è giusto che siano i capri espiatori di questa vicenda che è dolorosa e tutta interna ad una famiglia che sfasciandosi, ha messo il bambino in mezzo alle tensioni della coppia. Credo che sfruttare un’ istituzione come la polizia quale bersaglio per colpire di rimbalzo l’altro coniuge o comunque creare scalpore mediatico – ha spiegato – non sia una cosa civile e degna della nostra democrazia. Al bambino, che è stato preso per polsi e caviglie dal padre e dallo psichiatra, non è stato fatto alcun male, ed anzi l’intervento è servito appunto perchè non subisse ulteriori danni». Sulle scuse del capo della polizia Antonio Manganelli Ascierto ha detto di ritenerle «delle scuse preventive, per stemperare le polemiche: anche Manganelli sa che i suoi uomini si sono comportati i suoi uomini e quanto Vincenzo Montemagno sia un questore di serie A».

Schifani: “Apprezzate le scuse di governo e polizia”
«Ho accettato con apprezzamento queste scuse del capo della polizia che ha dimostrato tempestività, grande senso di responsabilità e di autocritica nella qualità: non è una sua responsabilità personale». Così, a margine della sua visita alla Tpl di San Prospero il presidente del Senato, Renato Schifani, è tornato sulla vicenda del bimbo di Padova conteso dai genitori separati. «Ritengo che fatti come quelli di ieri non possano e non dovranno più accadere. Occorre gestire momenti delicati – ha concluso – attraverso personale qualificato: guai violenza ai bambini anche se in esecuzione di provvedimenti giudiziari»

La preside della scuola di Cittadella: “Nessun compagno ha visto”
Nessun compagno ha potuto vedere dalle aule o dalle finestre dell’istituto le drammatiche fasi del prelevamento a forza del loro amico da parte della polizia, sul retro della scuola di Cittadella. Lo ha riferito la preside dell’istituto, Marina Zanon, che si è detta tuttavia «rammaricata per i modi utilizzati per eseguire il provvedimento». Un disagio che la dirigente ha messo nero su bianco in una lettera che si appresta ad inviare alla Questura di Padova e al Tribunale dei minori.

Franceschini (Pd): “Bene le scuse del governo”
«Bene le scuse del governo sul caso di Cittadella. Nulla può giustificare un metodo sbagliato quando c’è di mezzo un bambino da tutelare». Lo ha scritto Dario Franceschini su Twitter dopo l’informativa del governo oggi alla Camera

Associazione Magistrati minori: “Vicenda sconcertante”
La vicenda del bimbo di Cittadella ha destato «sconcerto» nell’Associazione Italiana dei Magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf), che in una nota spiega come «la fase dell’esecuzione dei provvedimenti» costituisca «un aspetto essenziale dell’intervento giudiziario, pari spesso per importanza alla decisione, perchè incide in modo profondo nei vissuti dei bambini e degli adolescenti».

Borghesi (Idv): “Questore Montemagno si dimetta”.
“Il questore di Padova dovrebbe dimettersi e la funzionaria di polizia licenziata senza bisogno di un’indagine interna”, è l’intervento pesante di Antonio Borghesi, parlamentare dell’Italia dei Valori.

Il ministro Cancellieri: “Chi chiede dimissioni del questore non sa di cosa parla”
Chi ha chiesto le dimissioni del questore di Padova «non capiva di cosa stesse parlando. Si tratta di un video parziale, manca il contesto, facciamo sì che la magistratura e gli inquirenti facciano le loro indagini». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, a Palermo per partecipare all’inaugurazione della nuova sede della Dia.

De Poli (Udc): “Doveva esserci gradualità dell’allontanamento”
Il deputato padovano dell’Udc ricorda che “la gradualità dell’allontanamento” avrebbe evitato un caso del genere. “Lavorare per evitare che casi come questi si ripetano”

Il ministero dell’Interno: “Comportamento poliziotti non adeguato”
Il comportamento dei poliziotti intervenuti per trascinar via il bambino di Cittadella «non è sembrato adeguato ad un contesto ambientale difficile e ostile che avrebbe potuto suggerire altre modalità operative». Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Carlo De Stefano.

Bitonci (Lega): “Bambini non sono merce di scambio”
Parla alla Camera l’ex sindaco di Cittadella, il leghista Bitonci: “Ho visto decine di situazioni di questo tipo. Sono casi che si ripetono con troppa frequenza. I bambini sono usati come “clavi” per colpire l’altro genitore”. “C’è stata sicuramente una sottovalutazione del contesto e della reazione dei familiari. Ma la sentenza andava eseguita”.

Naccarato (Pd): “Immagini sconvolgenti, bisogna riflettere”
“Prima di giudicare sull’onda dell’emozione, bisogna chiedersi cosa è meglio per il bambino”, spiega il deputato padovano Alessandro Naccarato (Pd) nel suo intervento alla Camera dei Deputati. “Le sentenze vanno rispettate. Il bambino continuava a vivere con la madre che non ne aveva titolo. L’intervento della polizia è stato necessario. Per evitarlo sarebbe stato giusto se la famiglia della madre non si fosse opposta con la forza all’esecuzione della sentenza”.

Il sottosegretario De Stefano: “Scuse anche dal governo”
Anche il sottosegretario Carlo De Stefano a nome del govenro a chiesto scusa alla famiglia e al Paese per le immagini dell’episodio di Cittadella. «La scena del trascinamento del minore richiede che vengano espresse anche le scuse del Governo. La crudezza di quelle immagini – ha detto De Stefano – offusca e rischia di far dimenticare tutti gli altri casi in cui le forze di Polizia operano a fianco della comunità e a tutela dei più fragili e indifesi».  «Chiunque ha visto quelle immagini ha provato sdegno e disagio ma l’intervento della Polizia era determinato dalla necessità di dare assistenza agli operatori sociali per attuare il provvedimento giudiziario adottato a tutela del minore».

Il sindaco di Cittadella Pan: “Non conoscevo i tempi del decreto”
Devono essere il buonsenso e l’amore per i figli coinvolti nelle vicende giudiziarie in caso di divorzio dei genitori a prevalere su ogni azione, intervento, decisione che li coinvolga, «qualunque sia la decisione presa dagli organi competenti». Lo sostiene il sindaco di Cittadella Giuseppe Pan. Nel precisare che «il Comune di Cittadella non ha alcuna competenza sul caso» il primo cittadino spiega di non essere stato informato «sulle modalità e tempi di esecuzione del Decreto della sezione civile minori della Corte d’Appello di Venezia, che ha disposto l’allontanamento dalla famiglia materna nè, se così fosse stato, avremmo potuto muoverci o agire in quanto i nostri servizi sociali non risultavano coinvolti». Pan dice di essere rimasto «molto scosso e turbato» dalle cruente immagini viste in tv, «anche in considerazione del fatto che la vicenda si è svolta in una scuola elementare (ritenuto dalla sezione minori della Questura un idoneo campo neutro per eseguire l’azione), alla presenza di alcuni alunni che hanno assistito alla scena dall’adiacente palestra e da genitori e vicini che non hanno ovviamente potuto intervenire».

L’avvocato della madre: “Denunceremo il consulente tecnico” : Il consulente tecnico autore della perizia psichiatrica sul piccolo portato via da scuola con l’ausilio delle forze dell’ordine sarà denunciato e il legale della madre presenterà ricorso al tribunale dei minorenni di Venezia contro il provvedimento del giudice motivato da quella perizia. Lo spiega lo stesso legale, il discusso avvocato Andrea Coffari, presidente dell’associazione “Movimento per l’infanzia”. L’avvocato ha preannunciato due mosse legali. «Nelle prossime ore – rende noto Coffari – presenteremo alla procura della Repubblica una denuncia nei confronti del consulente tecnico che ha redatto la perizia psichiatrica attestando una discutibile sindrome per falsa perizia». «Inoltre – aggiunge – già domani sarà depositato presso la cancelleria del tribunale dei minorenni di Venezia il nostro ricorso contro il provvedimento del Giudice che stabilisce l’allontanamento del piccolo dalla casa della madre e dei nonni materni». «Crediamo sia urgentissimo che venga ripristinata l’unica soluzione compatibile con la felicità del bambino, che è appunto quella di rimanere con la mamma. Perchè – conclude – nessuno ascolta il bambino e rispetta la sua volontà?»

La onlus: bimbo sta bene, contiamo di mandarlo presto a scuola
«Il bambino ha passato una notte tranquilla e contiamo di inserirlo in una scuola di Padova nei prossimi giorni». A dirlo è un rappresentante della onlus che ha preso in carico, per conto dei servizi sociali del comune di Padova, l’ospitalità del bambino di 10 anni portato via a forza nella tarda mattinata di mercoledì da un istituto scolastico di Cittadella. Il passaggio avverrà, spiega, «non appena sarà passato tutto questo clamore che certo non fa bene a quella che è una vittima di questa situazione»

Cesqui (Cassazione): “Serve una cautela particolarissima con i minori”
È una cautela particolarissima quella che va usata con i bambinì e «una cosa così non doveva succedere». Lo dice a proposito del bimbo trascinato via da scuola dagli agenti Elisabetta Cesqui, sostituto procuratore generale in Cassazione, spiegando, in una intervista al Sole 24 Ore, che «neppure bisognava arrivarci: credo che le responsabilità siano di tutti, anche se maggiori sono quelle di chi rappresenta le istituzioni». «Se ci si arriva – aggiunge – è perchè non tutti gli attori si sono adoperati abbastanza per evitarlo, anche se è evidente che le responsabilità maggiori sono di chi ha un ruolo istituzionale, di chi rappresenta lo Stato perchè deve farsi carico più di altri della situazione. Non conosco la vicenda familiare nè le carte giudiziarie, ma sono sicura che ci fosseo delle alternative». In ogni caso le decisioni sui minori non vanno prese seguendo «idee preconcette, come meglio l’affidamento al genitore naturale, meglio il genitore più ricco» o «mai al genitore omosessuale». I «preconcetti vanno eliminati e le decisioni vanno sempre prese con riferimento al caso concreto. L’unico partito preso che l’ordinamento ci impone è l’interesse del minore».

Giulietti (Articolo 21): “Sbaglia la polizia non chi ha messo in onda il video”
«Nella vicenda del bambino prelevato a forza dalla scuola di Padova ha sbagliato la Polizia, non chi ha messo in onda quel video. Evocare la privacy è un atto di ipocrisia, dal momento che anche nel divieto di trasmettere le immagini dei minori è fatta salva la comprovata esigenza di cronaca. Senza quel video non sarebbero arrivate nemmeno le scuse da parte della Polizia di Stato. Altra cosa è la scelta di coloro che adesso continuano a mandare a ripetizione in onda quel video per fare la tv del dolore ed alzare l’audience». Lo dice a Radio Radicale, il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti.

Il presidente del tribunale per i minori di Roma: “Errore mandare agenti”
Mandare gli agenti a scuola è stato un errore, anche se a volte «un giudice è costretto», come nel caso di Cittadella, dove «l’intervento in classe si sarà reso necessario perchè in passato ci sono stati tentativi falliti». Lo dice Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei minori di Roma, spiegando, in una intervista a “Repubblica”, che «di solito un bambino va a prenderlo l’assistente sociale, uno psicologo con cui parla da mesi, che conosce benissimo. Una figura di cui si fida. Ricorrere alla polizia è previsto ma è sconsigliato. Personalmente preferisco escluderlo. Se diventa indispendabile, deve avvenire con modi e in luoghi che rendano l’evento meno traumatico possibile». Anche perchè «il trauma» subito dal bimbo trascinato via da scuola da agenti di polizia «resterà per sempre». In più, «per i bambini la scuola è un luogo sicuro, un alontanamento del genere mette in crisi questo concetto. Vale per lui e per i suoi compagni»

Avvenire: “Il bimbo è l’unica vera vittima”
«L’unica vera vittima del conflitto per il possesso». Così il quotidiano cattolico Avvenire definisce il bimbo di dieci anni di Cittadella. «Lui, l’oggetto. Vittima di violenza fisica, prelevato con la forza da un luogo che riteneva sicuro, la scuola – scrive il quotidiano dei vescovi – Vittima mediatica. In palese, odiosa violazione di ogni codice e norma e tutela, il filmato è stato messo in onda – peggio: commercializzato, facendo diventare il bambino stesso una ’mercè, come tutto ciò che finisce in televisione farcito di pubblicità – a volte senza che il suo volto fosse oscurato, addirittura dicendone il nome». «Vittima di chi ha filmato la scena e – nessun giudizio sulle sue intenzioni – ha deciso di disperderla al vento del web», prosegue Avvenire. «Vittima di chi ha deciso di diffondere il video – aggiunge -: anche in questo caso nessun giudizio sulle intenzioni, ma sugli effetti sì: devastanti». «L’unica vittima certa è lui. Ma “vittime”, ciascuno a modo suo, sono tutti i protagonisti», sottolinea il giornale della Cei. «Vittime della fine del loro amore – una fine rancorosa – i suoi genitori; vittima della gelosia possessiva del partner è sicuramente uno dei due coniugi, se non addirittura – in misura diversa – entrambi», spiega. E ancora: «”Vittime” del loro senso del dovere, interpretato in modo maldestro, i poliziotti». «Qualcuno saprà spiegare tutto ciò – conclude Avvenire -, a quel bambino quando sarà adulto? Qualcuno, qui e ora, saprà chiedergli scusa, in modo credibile?»

Il commento di Camon: “Ecco cosa accade quando i genitori sono in guerra”
È tutto sbagliato. Sbaglia la madre, il padre, il tribunale, lo Stato, la scuola, la gente. Le conclusioni di questa violenza sono tante e tutte inaccettabili. La separazione dei genitori diventa una separazione dal figlio, e questo non era inevitabile e non doveva accadere. Purtroppo succede spesso.

Il ministro Cancellieri: «Immagini shock, capire perché è accaduto»
«Quelle immagini sono drammatiche, comunque turbano molto perchè vedere un bambino trascinato così è una cosa che colpisce molto e fa male vedere che accadono fatti di questo genere. Però all’emotività dobbiamo rispondere con la razionalità. Il Capo della Polizia ha aperto un’inchiesta sull’argomento. Dobbiamo capire esattamente cosa è successo e perchè». Così il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri commenta in un’intervista al Gr1 le immagini del bimbo trascinato via da scuola da agenti di polizia. Secondo il ministro dell’Interno Cancellieri, è importante capire «tutto quello che c’è dietro questa vicenda che comunque è drammatica». «Ai genitori del bambino – avendo una situazione di quel genere ove saranno un contro l’altro armati da quello che leggo – voglio dire che quello che conta è il bambino. Per amore di un figlio si deve essere disposti anche a dei sacrifici». E sul comportamento degli agenti di polizia intervenuti nella scuola di Cittadella il capo della polizia Manganelli ha disposto un’indagine interna. «Se si sono comportati male – ribadisce il Ministro – avranno quello che la disciplina prevede. Se sono fatti complessi che appartengono ad altri enti la Polizia è andata di supporto».

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“Mamma, non è vero che siamo poveri, guarda ti do io questa moneta l’ho trovata per terra, è tua”

L’animo di un bambino è candido e se potesse sfiorare l’anima di tutti riuscirebbe come per incanto ad alleviare tutti quei problemi che solo “i grandi” si ostinano a creare dopo una separazione.  Il linguaggio verbale e non verbale, quell’ astuzia di volerlo circuire innescando teorie e piccoli ricatti. Lui osserverà passivamente chi dei due genitori vorrà  dominare, controllare, esasperare. Quanti i sensi di colpa..

“Sarà colpa mia se mamma e papà litigano? Di certo è così, devo aver fatto qualcosa di brutto… Mamma, papà, vi voglio bene, non litigate! Papà ha fatto le valigie, và via…. No papà! Perchè? Mamma sei brutta e cattiva, è colpa tua! Sento la mamma piangere…che posso fare?”

Troppe volte assistiamo a punizioni esemplari di genitori ritenuti inadatti punendo due volte i loro bambini con allontanamenti che sembrano deportazioni.

E’ attualità, capita sempre più spesso che un bambino perda proprio il genitore di riferimento, sovente proprio quello che per lui darebbe la vita. I danni causati dai circuiti socio-assistenziali, i media ce lo sottolineano giornalmente, comprometteranno per sempre la vita e l’animo di quel bambino. Ferite invisibili e permanenti. Ma un bambino dentro di sé cosa sogna, ce lo siamo davvero mai domandato? Ci siamo mai  “abbassati e calati” nel suo mondo e provato a sfiorare quella sua sensibilità?

Un bambino è da proteggere, da amare incondizionatamente, da vivere come se fosse un miracolo che dobbiamo saperci meritare giorno per giorno. A un bambino non importa chi ha ragione, vogliono serenità e stare con chi veramente tiene a loro. E i soldi? Questi soldi che tanto sono importanti, tanto vengono strumentalizzati nei litigi, rinfacciati, messi sempre in primo piano. Perché un bambino riesce a dire con tanta naturalezza e generosità: “Mamma, ma non è vero che siamo poveri, guarda ti do io questa moneta l’ho trovata per terra, è tua”.

E’ talmente “adultocentrica” la nostra società che instilliamo in endovena, nei nostri bambini, il concetto insano di perfezione. Dicono alcuni che se l’affido condiviso deve avere un senso deve essere “calcolato” con un’equa ripartizione: il che evoca la spartizione dei viveri in tempi di guerra. Un affido condiviso che gioca sulla paura che possa passare la teoria della spartizione quasi cellulare di un individuo, che è un bambino, è antiumano. Che possano verificarsi situazioni di agio, magari, in chi sceglie il doppio domicilio, non è da escludersi a priori. Ma è un campanello d’allarme quando questa situazione vuol diventare una forzatura per i bambini. Chi vuol giocare ad avanzare i propri diritti sconvolgendo, di fatto negando, i diritti dei figli, dovrebbe essere perseguito.

E’ incredibile lo sforzo economico che il nostro sistema fa ogni giorno per sostenere le separazioni affettive. Il concetto di tutela dei “minori” è ontologicamente scorretto persino nella semantica: minore è un termine che indica un rapporto rispetto a qualcosa per cui è relativamente inferiore. Minorato vuol dire deprivato. Minore vuol dire piccolo, ma anche marginale, secondario. E già questo non ci fa riflettere? Sono bambini.  Hanno il diritto di vivere ogni tappa della loro vita, secondo le diverse inclinazioni anche mutevoli da un giorno all’altro, e non per questo possiamo definirli ontologicamente non compiuti.

–> Pomeriggio 5 intervista: Troppo ansiosa non può fare la mamma (in studio Avv. Andrea Coffari – Presidente Movimento per l’Infanzia )

La serenità è una bella parola, ma quando i  genitori si separano, cresci in fretta. Sorridi, ma il tuo sorriso non sarà mai più pieno.

Bigenitorialità Assente vi aspetta a Roma4 ottobre 2012 Piazza Montecitorio – [dalle 14:00 alle 19:00]

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